Museo all’aperto sul Carso goriziano

Concorso di progettazione per la realizzazione di un museo all’aperto sul Carso Goriziano – Progetto Carso 2014+

07-gallerie-cannoniere

committente Provincia di Gorizia
titolo progetto Concorso di progettazione per la realizzazione di un museo all’aperto sul Carso Goriziano – Progetto Carso 2014+
categoria lavori -
tipologia incarico bando di concorso
fasi 2
anno di affidamento -
svolgimento 2010
gruppo di progettazione Paolo Bürgi capogruppo. Studio Bürgi Camorino (Ticino): progetto di architettura del paesaggio e degli spazi aperti.
Glass Architettura Urbanistica (Venezia): progettazione architettonica del Museo del San Michele e allestimenti Cannoniere.
Thetis spa (Venezia): strutture, impianti, geologia e ambiente
Studio A4plus – arch. Stefano Alonzi (Gorizia): mobilità, strade, messa in sicurezza Gallerie III Armata.
Laut Engineering srl (Padova): mobilità e strade

Il progetto ha vinto il primo premio nel concorso internazionale in due fasi per la realizzazione di un museo all’aperto nel Carso goriziano.

Il concorso comprendeva tre ambiti compositivi: il museo all’aperto di San Michele, l’area belvedere Castellazzo Doberdò del Lago e l’area panoramica sul Sacrario di Redipuglia, per ciascuno dei quali sono stati proposti specifici progetti fortemente relazionati tra di loro e inseriti in una visione strategica di scala territoriale.

AMBITO 1, MUSEO ALL’APERTO DI SAN MICHELE

TAVOLA 1 Ambito 1

Il Circuito

Nel territorio del Carso sono già presenti alcuni tracciati, percorsi e strade carrabili che lo attraversano e creano una rete piuttosto fitta e diversificata. Tra questi abbiamo individuato e ripreso un circuito principale che mette a sistema le tre aree oggetto di concorso e i luoghi maggiormente significativi del Carso goriziano, una rete di sentieri minori di connessione con alcuni siti storici di rilievo, un nuovo percorso “delle doline” che attraversa l’area delimitata dal circuito principale.

Il Museo all’aperto

L’area del museo all’aperto del San Michele è uno spazio sacro, che racchiude elementi storici, monumenti, cippi, cannoniere, i resti delle trincee, i reperti bellici conservati nel museo e i piccoli segni di chi ancora oggi ricorda un proprio caro o un parente. Per questo si è deciso di ripulire l’area senza toccare le preesistenze e di semplificare l’insieme per rendere più evidenti i singoli elementi storici e allo stesso tempo riunirli con un unico gesto. Emergono in superficie la morfologia della roccia spoglia del Carso, la sua naturale porosità unita agli scavi e alle gallerie create dall’uomo. All’interno, tra le due parentesi dei percorsi: il Carso grigio, all’esterno: il Carso verde. Si disegna il perimetro dell’area di rispetto, reinterpretando il tema del bordo e del limite già così presenti e forti in questo paesaggio.

04-carso

Il Museo e le cannoniere

L’edificio esistente del piccolo Museo del San Michele diventa oggetto di restyling nella prima fase di realizzazione, attraverso la rimozione di ogni decorazione interna ed esterna. Il nuovo museo, previsto per la seconda fase, viene collocato nella collina di riporto che corrisponde all’attuale parcheggio. La collina ha un declivio naturale che permette il posizionamento della nuova struttura in una strategica condizione ipogea, ma con una grande apertura verso valle che consente l’illuminazione diretta e la vista entro l’ampio panorama. Il percorso espositivo interno al nuovo museo prosegue in una grande manica di innesto con le vecchie cannoniere. Si percorre un tunnel a doppia altezza con luci ed ombre proiettate sulle pareti, che coinvolgono il visitatore e lo fanno diventare parte del racconto allestitivo.

TAVOLA 2 Ambito 1

museo2

tunnel

AMBITO 2, CASTELLAZZO E DOBERDÒ DEL LAGO

 L’area di progetto di Castellazzo è inserita in un contesto paesaggistico che è unico nel suo genere. Immaginiamo con questo progetto di poter rendere più profonde le sensazioni che già si avvertono quando si arriva ai punti panoramici, tagliando la terra e scendendo tra le due pareti carsiche, toccandole, sperimentando l’entrare dentro questa roccia che normalmente vediamo solo affiorare tra l’erba e la vegetazione. Il percorso gradualmente ci rende più attenti, sensibili ed emotivamente coinvolti, grazie anche alla luce naturale che diventa meno intensa e alle pareti di roccia che definiscono in fondo al percorso solo un taglio sul paesaggio inondato di luce. Per un breve periodo non vediamo più il mare, la ciminiera di Monfalcone, le colline, le siepi e i muri a secco, i cotinus e le querce, il lago. Usciamo dal percorso scavato tra la roccia e arriviamo infine ad affacciarci dal belvedere, per riscoprire il paesaggio che ci si apre davanti.

TAVOLA 3 Ambito 2

AMBITO 3, REDIPUGLIA

Questo ambito colpisce subito il visitatore per le dimensioni e la scala del Sacrario e per le silenziose presenze dei cipressi della collina di Sant’Elia. È uno spazio fortemente evocativo che non può lasciare indifferente chi lo attraversa, ma allo stesso tempo è un luogo che ci parla del passato. Da un lato cerchiamo di restituire integrità al Bosco dei cipressi: questa macchia verde e compatta riporta per assonanza l’immagine originaria del colle, dove al posto dei cipressi vi erano le croci dei caduti. Dall’altro lato immaginiamo per chi arriva all’area del belvedere, dopo aver percorso le scalinate del Sacrario, la possibilità di trovare uno spazio ampio, ombreggiato, sereno, che suggerisca l’esistenza di un futuro oltre la memoria e porti ad un atteggiamento non solo di ricordo, ma anche di leggerezza e di speranza, grazie alla vista sul paesaggio, ai colori della vegetazione, alla spazialità dell’area. Il nuovo “bosco” dei Bagolari è in dialogo con i cipressi del colle di Sant’Elia.

TAVOLA 4 Ambito 3